| |
|
Dintorni
|
Per la sua posizione centrale sugli appennini Umbro -Marchigiani il Monte San Vicino è circondato da boschi stupendi e da paesini caratteristici, non mancano località che possono offrirci delle vedute stupende. |
Pian dell'elmo alle pendici del Monte San Vicino a circa 800 mt. possiamo trovare dell'ottimo refrigerio fra la vasta vegetazione e possiamo organizzarci spuntini approfittando degli appositi braceri posti nella pineta.
|
 |
.jpg) |
.jpg) |
.jpg) |
.jpg) |
Monte S. Vicino |
Vegetazione |
pendici del monte |
pian dell'elmo |
vallate circostanti |
Da antichi documenti Apiro risulta che si dava le leggi, ma i veri statuti ufficiali sono del 1388 e del 1528. Dopo le distruzioni del paese, avvenute con le invasioni dei Goti e dei Longobardi, Apiro si eresse a comune libero nel 1445. Dopo un periodo di dominio degli Sforza passò sotto la Chiesa. Sono da visitare la Chiesa della Madonna della Misericordia (XIV sec.), ove è collocato un affresco della scuola del Gentile; la Collegiata di Sant’Urbano, le chiese di San Sebastiano (1400) e di S. Francesco ornata d’affreschi del 1600. Nel Palazzo Comunale è custodito un Polittico del 1336 attribuito ad A. Nuzi. Lungo l’itinerario s’incontra l’Abbazia di S. Urbano, un vero gioiello dell’XI secolo. |
 |
.jpg) |
.jpg) |
.jpg) |
.jpg) |
Apiro |
Panorama |
Chiesa S.Francesco |
Santa Maria |
Chiesa S.Urbano |
E’ il nome di una valle situata ad oriente del comune di Fabriano al confine con Poggio S. Vicino. Il toponimo deriva da Valle del Castello.
L’Abbazia di S. Salvatore di Valdicastro è legata al suo fondatore S. Romualdo degli Onesti. Della costruzione originaria in stile romanico, rimangono oggi soltanto la cripta coperta con tre volte a botte e due capitelli situati nel chiostro.
Il complesso fu ristrutturato nel 1262 e in epoche successive. Quella che oggi si può vedere è di stile gotico, ha tre campate, tre absidi e sotto la nave traversa è posta la cripta. Lungo l’arcata maggiore della chiesa c’è un bellissimo esemplare d’architettura gotica con un’iscrizione datata 1260 a ricordo della sua costruzione. Nelle pareti della chiesa si possono notare affreschi del XV secolo raffiguranti S. Cristoforo, S. Giovanni Battista e San Romualdo. L’altare è composto di un sarcofago romano del III secolo d.C. dove per 400 anni furono custodite le spoglie di S. Romualdo. Interessante è anche il Chiostro con le volte a crociera e la Sala capitolare. |
|
|
.jpg) |
|
|
Abazia S.Salvatore |
Satuario |
Chiostro dell'abazia |
S. G. Battista |
|
Il lago di Castreccioni, si trova nel teritorio del Comune di Cingoli, nella provincia di Macerata e rappresenta il più grande bacino artificiale delle Marche e dell’Italia centrale, ricco di fauna acquatica e uccelli migratori. Il lago di Castreccioni è meta di passeggiate ed escursioni, ma anche di gite scolastiche, visto che è possibile visitare le gallerie da dove si controlla il funzionamento dei macchinari. Un luogo, quindi, di interesse scientifico, oltre che naturalistico, ma anche un posto ricco di attrezzature per il tempo libero.L’ampio bacino del lago è solcato, nelle belle giornate, da barche a vela e pedalò, mentre d’estate le spiagge sono prese d’assalto dai villeggianti. Il lago, situato com’è in un territorio di montagna, diventa infatti una grande attrattiva per coloro che non vogliono comunque perdersi una nuotata o un bagno di sole. Anche per gli amanti della pesca, questo specchio d’acqua rappresenta un luogo pieno di interesse. Nelle acque del lago artificiale vivono, infatti, trote, carpe e tinche. La presenza, in generale, della fauna è significativa. Ci sono aironi cinerini, cormorani, gallinelle d’acqua e martin pescatori, che “frequentano” la zona del lago e il tratto del fiume vicino. La zona intorno al lago era abitata sin dai secoli passati.
|
 |
.jpg) |
.jpg) |
.jpg) |
.jpg) |
Vista lago |
Vista lago |
Vista lago |
Vista lago |
Vista lago |
L'antica Matilica sorgeva sul luogo dell'attuale città, che nel nucleo più antico conserva ancora il tracciato romano, di cui l'odierna via Vittorio Emanuele costituiva il decumano.
La città godette probabilmente di una certa importanza fino all'età imperiale, essendo nota come sede vescovile.
Verso la fine del VI sec. d.C. iniziò verosimilmente la sua decadenza, se non la vera e propria distruzione.
Occupata e distrutta dai Longobardi Matelica risorse nel Basso Medioevo.
|
|
|
|
|
|
Panoramica |
Piazza centrale |
S. Francesco |
Torrione |
Veduta panoramica |
Cingoli è una cittadina che unisce alle straordinarie visioni paesaggistiche un centro storico ricco e ben conservato: è chiamata, infatti, il "Balcone delle Marche".
Le sue origini risalgono all'antica Cingulum, fondata nel II secolo a.C. nella parte più bassa dell'attuale abitato. Durante il Medioevo si espanse fino a 600 m. di altitudine assumendo l'attuale conformazione. Ospitò Federico Barbarossa e diede i natali a papa Pio VIII Castiglioni. |
|
|
|
|
|
Panorama Cingoli |
p,za V.Emanuele |
S. Mosca |
Museo |
Portcato |
Scorgendolo d’improvviso, così incredibilmente arroccato su di un alto sperone roccioso, non si può che provare un’emozione profonda, frammista ad un sincero ed incantato stupore. E vien subito da chiedersi perché mai, in tempi tanto remoti, qualcuno abbia voluto far nascere in questo luogo -almeno all’apparenza inaccessibile- il piccolo borgo di Elcito, unico per fascino e magia.
|
|
|
|
|
|
Elcito foto1 |
Elcito foto 2 |
Elcito foto 3 |
Elcito foto 4 |
Elcito foto 5 |
San Severino Marche. le sue origini sono riconducibili alla città Septempeda, le cui rovine si estendono nella zona della pieve. La sua importanza era dovuta al fatto che si trovava in una posizione strategica sulla via che collegava l'Adriatico alla Flaminia. Venne saccheggiata dai Goti e subì la dominazione longobarda. Finì sotto il controllo dello stato pontificio fino all'annessione al regno d'Italia.
|
|
|
.jpg) |
 |
.jpg) |
Panoramica |
Piazza |
Colle |
Teatro |
Annunciazione |
|
|
|
|