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Vista del Monte S. Vicino

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La croce in inverno rivestita di ghiaccio

 

IL MONTE SAN VICINO

Il monte San Vicino è la vetta più alta della nostra vallata, ed anche la maggiore della dorsale appenninica marchigiana (parallela a quella umbro-marchigiana), la montagna doveva avere avuto, sin dalla più remota antichità, una particolare importanza per le popolazioni che abitavano alle sue pendici. Il San Vicino è infatti visibilissimo sia che si arrivi da ovest, cioè dalla vicina Umbria o da est, quindi dalla costa del mare Adriatico, ma la sua sagoma è inconfondibile anche se lo si guardi da sud, cioè dai monti Sibillini, o da nord. La montagna, quindi, ha sempre rappresentato un importante punto di riferimento “visivo” per coloro che si spostavano a piedi o a cavallo lungo le vie di comunicazione tra gli empori della costa adriatica (Ancona, Numana ecc...) e l’Etruria. Ma il monte San Vicino ha anche un’altra particolarità: esso infatti, a seconda da dove lo si guardi, cambia aspetto! Visto da Matelica e dalla sua vallata ha una forma piramidale, se lo si guarda dal fabrianese o dal maceratese assume un aspetto “gibboso”, a gobba di cammello, infine dall’anconetano o dal mare esso ha una forma trapezoidale Questa sua apparente “trasfigurazione” ha quindi contribuito ad assegnare alla montagna una componente “magica” e dunque “sacrale” per le antiche popolazioni umbre e picene, conservatasi poi in epoca romana e fino ai giorni nostri.

 
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